E arriva, l'onda, a bagnare le sponde di questo mare.
E il mondo, per un attimo, smette di vivere.
Tace, il brusio di parole, avvolto dalla penna che scrive.
Si ferma, il mondo, quando la mano scorre su un foglio
e non conta, la lancetta, il tempo che rimane sospeso in questo respiro che accarezza l'eterno.
Trema. Il cuore trema.
Chiude gli occhi per distinguere le parole di questo sussurro
che ha l'ambizione di tramutarsi in canto.
Ma la notte è lunga, e le note giacciono ancora, assopite, nel silenzio.
Ancora. Ma non per molto
lunedì 21 luglio 2008
---Fotografie di attimi
PIOGGIA
che lava
lineamenti confusi.
GINOCCHIA
che pungono
su sassi appuntiti
mentre
LINGUE
centinaia di lingue
si avvinghiano su una pozzanghera: SETE.
E la mano, una sola ,
sempre la stessa,
cerca tremante una penna.
Imprimere una sensazione
prima che la pioggia dissolva l'inchiostro.
BOCCA
che rifiuta cibo
che raccoglie parole,
che cerca respiro.
SUONI
inghiottiti
che confondono.
Stravolgono.
Il capo si china lentamente,
dolcemente, si avvicina alla spalla.
PELLE,
sul collo che si offre.
Un desiderio, sussurrato,
chiude gli occhi su un bacio.
Immaginato.
Rifiutato.
che lava
lineamenti confusi.
GINOCCHIA
che pungono
su sassi appuntiti
mentre
LINGUE
centinaia di lingue
si avvinghiano su una pozzanghera: SETE.
E la mano, una sola ,
sempre la stessa,
cerca tremante una penna.
Imprimere una sensazione
prima che la pioggia dissolva l'inchiostro.
BOCCA
che rifiuta cibo
che raccoglie parole,
che cerca respiro.
SUONI
inghiottiti
che confondono.
Stravolgono.
Il capo si china lentamente,
dolcemente, si avvicina alla spalla.
PELLE,
sul collo che si offre.
Un desiderio, sussurrato,
chiude gli occhi su un bacio.
Immaginato.
Rifiutato.
-DOVE SONO?
Dove sono in queste braccia che non sanno stringermi?
Dove sono le mie parole che muoiono divorate nella tua bocca?
Sssssssssst. Taci cuore.
Per carità, stai zitto cervello!!
Non mi riconosco nello specchio dei tuoi occhi, eppure il mio corpo si abbandona tremante alle tue mani, in cerca di un istante di vita.
E chiudo gli occhi a questo momento che non esige parole.Non chiede significati.Eppure una lacrima accarezza lenta e imperterrita le mie gote.Piccola perla di un bisogno che non ha mai trovato risposta:
esistere, tra le braccia di un uomo che sa vedermi.
Dove sono le mie parole che muoiono divorate nella tua bocca?
Sssssssssst. Taci cuore.
Per carità, stai zitto cervello!!
Non mi riconosco nello specchio dei tuoi occhi, eppure il mio corpo si abbandona tremante alle tue mani, in cerca di un istante di vita.
E chiudo gli occhi a questo momento che non esige parole.Non chiede significati.Eppure una lacrima accarezza lenta e imperterrita le mie gote.Piccola perla di un bisogno che non ha mai trovato risposta:
esistere, tra le braccia di un uomo che sa vedermi.
--E' PIù UNO SFOGO CHE UN RACCONTO
Eccomi quì pagina bianca.Mi hai chiamata,no? dimmi allora. PARLAMI.
Ah già,dovrei parlarti io, sono io quella che vuole diventare scrittrice...ma adesso non ho un tubo da dirti.
Lei non è ancora arrivata.King dice che devo stabilire un'orario, dalle-alle, così lei sa e prima o poi verrà a trovarmi ma...quest'attesa è straziante.
Mi fa sentire impotente e l'impotenza mi rende nervosa e il nervosismo mi porta a fumare e io...ho finito le sigarette.
Non posso neanche uscire per comprarle perchè quella stronza di musa è capace di bussare al mio cervello appena varco la porta e...puff..pensieri sprecati.
Eheh, ti piacerebbe vero che al mio posto ci fosse MaxWeb? mi dispiace ma,pur avendo gli stessi pensieri e provando le medesime cose io non riesco ad esprimerli come lui.Non sono lui,CAPITO?Non ho neanche la fantasia di Undicesimo, niente eserciti di carote,mi spiace.Arrenditi!
Non c'è traccia della dolcezza e la grazia dello scrivere di Picchio e Pensierivelati.
Figurati,neanche una goccia di pioggia che stimoli la mia creatività come per Eleandro e Simina.Niente di niente.
Mi spieghi allora cosa continui a chiamarmi a fare?
Lo so, lo so...è come con il pianoforte,io la melodia in testa ce l'ho ma, appena poso le mani sulla tastiera...PUM,soltanto un tonfo.
Un banalissimo,patetico e increscioso tonfo.
E allora lasciami in pace,PER FAVORE LASCIAMI IN PACE!
Lasciami tornare alla mia vita, ai miei amici, ai miei studi, lasciami lavorare in pace.
Smettila di perseguitarmi!!!
Non ho neanche un dolore da raccontarti, li ho persi guarendoli.
Non sapevo che trovando un'equilibrio interiore avrei perso la mia essenza.
Prima, quando stavo male, mi avvicinavo a te, ascoltavo il tuo silenzio e,piano piano, riuscivi a portarmi via.
Adesso mi lasci ferma.Inchiodata.
Ridi di me? mi stai prendendo in giro? ti prendi gioco dei miei sogni? vuoi che perda altri giorni della mia vita in attesa del nulla?
E i minuti passano, le ore si trascinano, e anche su questo giorno incomberà la notte.
Una notte che col suo quieto sonno avvilupperà anche me.
Senza una sola parola.
Ah già,dovrei parlarti io, sono io quella che vuole diventare scrittrice...ma adesso non ho un tubo da dirti.
Lei non è ancora arrivata.King dice che devo stabilire un'orario, dalle-alle, così lei sa e prima o poi verrà a trovarmi ma...quest'attesa è straziante.
Mi fa sentire impotente e l'impotenza mi rende nervosa e il nervosismo mi porta a fumare e io...ho finito le sigarette.
Non posso neanche uscire per comprarle perchè quella stronza di musa è capace di bussare al mio cervello appena varco la porta e...puff..pensieri sprecati.
Eheh, ti piacerebbe vero che al mio posto ci fosse MaxWeb? mi dispiace ma,pur avendo gli stessi pensieri e provando le medesime cose io non riesco ad esprimerli come lui.Non sono lui,CAPITO?Non ho neanche la fantasia di Undicesimo, niente eserciti di carote,mi spiace.Arrenditi!
Non c'è traccia della dolcezza e la grazia dello scrivere di Picchio e Pensierivelati.
Figurati,neanche una goccia di pioggia che stimoli la mia creatività come per Eleandro e Simina.Niente di niente.
Mi spieghi allora cosa continui a chiamarmi a fare?
Lo so, lo so...è come con il pianoforte,io la melodia in testa ce l'ho ma, appena poso le mani sulla tastiera...PUM,soltanto un tonfo.
Un banalissimo,patetico e increscioso tonfo.
E allora lasciami in pace,PER FAVORE LASCIAMI IN PACE!
Lasciami tornare alla mia vita, ai miei amici, ai miei studi, lasciami lavorare in pace.
Smettila di perseguitarmi!!!
Non ho neanche un dolore da raccontarti, li ho persi guarendoli.
Non sapevo che trovando un'equilibrio interiore avrei perso la mia essenza.
Prima, quando stavo male, mi avvicinavo a te, ascoltavo il tuo silenzio e,piano piano, riuscivi a portarmi via.
Adesso mi lasci ferma.Inchiodata.
Ridi di me? mi stai prendendo in giro? ti prendi gioco dei miei sogni? vuoi che perda altri giorni della mia vita in attesa del nulla?
E i minuti passano, le ore si trascinano, e anche su questo giorno incomberà la notte.
Una notte che col suo quieto sonno avvilupperà anche me.
Senza una sola parola.
http://forumscrivere.deagostini.it/topic.asp?TOPIC_ID=3216
-UN GIORNO
Un giorno.
Mi chiedi di scrivere.
Di ricordare un giorno della mia vita e descriverlo. Per te.
Credi davvero che io ne sia capace? Credi davvero che io sia capace di riportare in vita anche un solo giorno della mia esistenza? Con i suoi colori, i suoi sapori, i suoi odori, le sue immagini, le sue sensazioni?
Il mio osservatore interno ne avrà conservato la memoria? E perché poi?
Forse è un osservatore saggio, che mette in cantina le sensazioni spiacevoli, e poi, a tua insaputa, le brucia.
Come foglie secche, come tronchi d'alberi che potrebbero marcire se conservati.
Meglio farne fuoco, il fuoco scalda. Disinfetta. Distrugge.Non c'è più.
Rimane la cenere certo…ma basta un soffio, un piccolissimo soffio per disperderla. Nel vento. Nel tempo.
Per non poterla mai più ritrovare, riconoscere.
Sai, qualche foto ancora c'è, a testimonianza che in quei giorni io c'ero.
In quegli anni, in quella vita, si proprio quella vita lì, mi apparteneva.
Ed io credevo di appartenere a lei. Rido.
Ma se fosse stata mia, non pensi che oggi conserverei più di una foto ingiallita e…e?
Boh, sto cercando delle parole, sto cercando di formularle bene…rido. Che sciocca.
Beh certo, qualche flash ce l'ho. Ma si accavallano. Sono brevi istanti, ora di gioia, ora di pianto, ora di attesa, passano veloci nello schermo della mia memoria ed io non riesco a catturarli, non riesco a fermarli. O più semplicemente non voglio fermarli.
Posso parlarti di oggi.Stamane mi sono svegliata presto, alle 4.30 del mattino. Non ricordo cos'ho sognato ma il piumino era così caldo e morbido che era un vero peccato abbandonarlo così presto, sciupare altre tre ore di oblio prima dell'inizio della giornata. E' appropriato il termine "oblio"? Non so, ma mi piace usarlo. Metterlo proprio lì.
No, non voglio parlare neanche di oggi. Ma di un momento. Il momento in cui gli ho detto "si". Qualcuno ha bussato alla mia porta e io ho deciso di aprire.
Ho precisato che si sarebbe trattato soltanto di qualche minuto, il tempo di un saluto.
Ma so che quando varcherà quella soglia, entrerà nella mia vita.
E so che passati quei momenti, che diventeranno mesi, avrò altri tronchi da bruciare.
Altra cenere da spargere sui giorni dell'oblio.
Mi chiedi di scrivere.
Di ricordare un giorno della mia vita e descriverlo. Per te.
Credi davvero che io ne sia capace? Credi davvero che io sia capace di riportare in vita anche un solo giorno della mia esistenza? Con i suoi colori, i suoi sapori, i suoi odori, le sue immagini, le sue sensazioni?
Il mio osservatore interno ne avrà conservato la memoria? E perché poi?
Forse è un osservatore saggio, che mette in cantina le sensazioni spiacevoli, e poi, a tua insaputa, le brucia.
Come foglie secche, come tronchi d'alberi che potrebbero marcire se conservati.
Meglio farne fuoco, il fuoco scalda. Disinfetta. Distrugge.Non c'è più.
Rimane la cenere certo…ma basta un soffio, un piccolissimo soffio per disperderla. Nel vento. Nel tempo.
Per non poterla mai più ritrovare, riconoscere.
Sai, qualche foto ancora c'è, a testimonianza che in quei giorni io c'ero.
In quegli anni, in quella vita, si proprio quella vita lì, mi apparteneva.
Ed io credevo di appartenere a lei. Rido.
Ma se fosse stata mia, non pensi che oggi conserverei più di una foto ingiallita e…e?
Boh, sto cercando delle parole, sto cercando di formularle bene…rido. Che sciocca.
Beh certo, qualche flash ce l'ho. Ma si accavallano. Sono brevi istanti, ora di gioia, ora di pianto, ora di attesa, passano veloci nello schermo della mia memoria ed io non riesco a catturarli, non riesco a fermarli. O più semplicemente non voglio fermarli.
Posso parlarti di oggi.Stamane mi sono svegliata presto, alle 4.30 del mattino. Non ricordo cos'ho sognato ma il piumino era così caldo e morbido che era un vero peccato abbandonarlo così presto, sciupare altre tre ore di oblio prima dell'inizio della giornata. E' appropriato il termine "oblio"? Non so, ma mi piace usarlo. Metterlo proprio lì.
No, non voglio parlare neanche di oggi. Ma di un momento. Il momento in cui gli ho detto "si". Qualcuno ha bussato alla mia porta e io ho deciso di aprire.
Ho precisato che si sarebbe trattato soltanto di qualche minuto, il tempo di un saluto.
Ma so che quando varcherà quella soglia, entrerà nella mia vita.
E so che passati quei momenti, che diventeranno mesi, avrò altri tronchi da bruciare.
Altra cenere da spargere sui giorni dell'oblio.
--A TE
Ascolto incantata le tue parole senza suono,
mentre sento le tue dita che sfiorano il mio profilo...
Sei un volto nuovo, di cui non conosco i contorni
e non ho neanche un nome per poterti chiamare.
Ma seguo i sentieri della tua mente
attraverso il filo di parole che dissemini sullo schermo.
Sorrido per la tua sincerità che vuole velarsi di mistero e, fiduciosa,
mi affido al sogno sempre nuovo e vivo,
di determinare la propria vita
scrivendo.
mentre sento le tue dita che sfiorano il mio profilo...
Sei un volto nuovo, di cui non conosco i contorni
e non ho neanche un nome per poterti chiamare.
Ma seguo i sentieri della tua mente
attraverso il filo di parole che dissemini sullo schermo.
Sorrido per la tua sincerità che vuole velarsi di mistero e, fiduciosa,
mi affido al sogno sempre nuovo e vivo,
di determinare la propria vita
scrivendo.
-- DAVANTI AL GIUDICE.
La guardia da un colpetto alla spalla della ragazza per farla avvicinare al bancone del giudice.-Ecco l'imputata, signor giudiceI
l giudice strabuzza gli occhi:-Di nuovo lei?!?
La ragazza abbassa lo sguardo:-Si signor giudice.
-Ci è ricascata?
-Si signor giudice.
-Ma com'è possibile? Ha seguito tutto il piano di recupero, era una delle più brave e meticolose!
-Lo so signor giudice.
- MI dica signorina,com'è potuto accadere ciò?
-Non lo so, mi creda, non lo so! Mi sono data da fare in questi anni, lei lo sa, e anche la guardia può confermarlo!Ho ripreso a studiare, mi sono presa cura di me, ho lavorato sull'autostima, mi sono liberata dal bisogno di essere amata e...
- Ma la rabbia, l'ha tirata fuori?
-Sì sì, certo, cioè...non tutta, ma l'ho incanalata bene, lo giuro!
- E allora, come ha potuto, mi dica come ha potuto tornare a sentirsi vulnerabile?
-Io...io non lo so. E' successo e basta.
- C'entra per caso un uomo?
-Io...io credo di sì, cioè no...però è coinciso con il suo incontro,sì.
-Come?!? Cosa può aver mai fatto un uomo, da far tornare a sentire vulnerabile una donna come lei?
-Oh niente, mi creda!Non ha fatto niente. Lui è, e basta.
-E'?? Ma cosa vuol dire "è"? forse che l'ha incantata con la sua voce?
- Oh no signor giudice, non ho mai udito la sua voce,però lo ascolto.E lo sento.
- Ma cosa sta dicendo signorina? sarà magari, che è stata abbagliata dalla sua bellezza! Ecco...ma che cosa può avere mai un uomo di così affascinante da averla indotta a macchiarsi di tale colpa?!?
- No signor giudice, non conosco il suo volto. Ma vedo la dolcezza del suo animo, la forza del suo carattere.
- Signorina, adesso basta! Sarà sicuramente rimasta colpita dalla storia della sua vita...
- A dir la verità signor giudice, non so molto di lui.So solo, che qualcosa combacia.
- Combacia? per l'amor del cielo signorina, riesce a fornirmi almeno un' attenuante valido per la sua colpa?...che sia forse attratta dal desiderio che lui mostra verso di lei??
- OH no signor giudice, io l'ho creduto ma, in realtà credo che i suoi pensieri siano indirizzati altrove. No, non a me. E come potrebbe?
-E perché non potrebbe, scusi?
- Ma perché io...io sono vulnerabile.
l giudice strabuzza gli occhi:-Di nuovo lei?!?
La ragazza abbassa lo sguardo:-Si signor giudice.
-Ci è ricascata?
-Si signor giudice.
-Ma com'è possibile? Ha seguito tutto il piano di recupero, era una delle più brave e meticolose!
-Lo so signor giudice.
- MI dica signorina,com'è potuto accadere ciò?
-Non lo so, mi creda, non lo so! Mi sono data da fare in questi anni, lei lo sa, e anche la guardia può confermarlo!Ho ripreso a studiare, mi sono presa cura di me, ho lavorato sull'autostima, mi sono liberata dal bisogno di essere amata e...
- Ma la rabbia, l'ha tirata fuori?
-Sì sì, certo, cioè...non tutta, ma l'ho incanalata bene, lo giuro!
- E allora, come ha potuto, mi dica come ha potuto tornare a sentirsi vulnerabile?
-Io...io non lo so. E' successo e basta.
- C'entra per caso un uomo?
-Io...io credo di sì, cioè no...però è coinciso con il suo incontro,sì.
-Come?!? Cosa può aver mai fatto un uomo, da far tornare a sentire vulnerabile una donna come lei?
-Oh niente, mi creda!Non ha fatto niente. Lui è, e basta.
-E'?? Ma cosa vuol dire "è"? forse che l'ha incantata con la sua voce?
- Oh no signor giudice, non ho mai udito la sua voce,però lo ascolto.E lo sento.
- Ma cosa sta dicendo signorina? sarà magari, che è stata abbagliata dalla sua bellezza! Ecco...ma che cosa può avere mai un uomo di così affascinante da averla indotta a macchiarsi di tale colpa?!?
- No signor giudice, non conosco il suo volto. Ma vedo la dolcezza del suo animo, la forza del suo carattere.
- Signorina, adesso basta! Sarà sicuramente rimasta colpita dalla storia della sua vita...
- A dir la verità signor giudice, non so molto di lui.So solo, che qualcosa combacia.
- Combacia? per l'amor del cielo signorina, riesce a fornirmi almeno un' attenuante valido per la sua colpa?...che sia forse attratta dal desiderio che lui mostra verso di lei??
- OH no signor giudice, io l'ho creduto ma, in realtà credo che i suoi pensieri siano indirizzati altrove. No, non a me. E come potrebbe?
-E perché non potrebbe, scusi?
- Ma perché io...io sono vulnerabile.
--IL CONFINE
Oscar sbatte furiosamente la porta alle sue spalle.-Che cos’è questo?!?
Lady Mary alza appena lo sguardo, poi continua a passare lo smalto sulle unghie delle mani.-Dei fogli Oscar.
-No mia cara, questi non sono semplici fogli, questo è il vostro manoscritto!
Silenzio.
-Ah!
-Come avete potuto?……
-Potuto…cosa, Oscar?
- Parlare così di voi!
Lady Mary sorride, continuando a spostare il capo per stendere un altro velo di rosso sulla mano sinistra.Oscar continua:-Non vi rendete conto vero? Manifesti ovunque in piazza che parlano di voi. Io, che pensavo di avervi tutta per me…mentre voi vi siete mostrata a tutti senza pudore!Tutti conoscono ormai le vostre passioni, i vostri sogni!
La donna sorride.
-E adesso questo…- l’uomo agita per aria il manoscritto- il vostro passato è ormai una piazza in cui può passare chiunque!! Mi viene il voltastomaco!
Senza alzare gli occhi, lady Mary esclama:-Se sentite l’urgenza di vomitare il bagno è in fondo al corridoio, terza porta a destra.
Oscar scuote la testa, poi si siede accanto a lei.-Lo capite che non va bene mostrarsi così??
Lady Mary sorride.
Silenzio.
-Voi, che mi avete di fronte, siete proprio sicuro di vedermi?
E le cose che avete letto, siete proprio certo che mi appartengono?
Siete proprio certo che non siano frammenti di altre vite?....e se io fossi semplicemente una ladra di emozioni e pensieri??
- Adesso non provate a convincermi che è tutto inventato. Ci siete voi in quelle parole, in quelle pagine!!
- E voi? Dove siete voi ,Oscar?
- Io??...io …io sono nella mia vita.
- Aha….- comincia a passare lo smalto sull’altra mano.
-Vi comportate come se non mi credeste. Io pensavo di essere importante per voi!
-Lo siete ,quando ci siete. Io non penso Oscar, io prendo atto.
-Ohh fate così la preziosa a concedere il vostro spazio e poi sorridete a chiunque vi passa accanto. Non sono che uno dei tanti!
Lady Mary si fa seria.-Quello che siete, che volete essere, lo decidete voi Oscar.
-Ditemelo, ditemi se siete voi in quelle pagine!
Silenzio.
La donna lo guarda negli occhi e chiede:
-Dov’è? Voi lo sapete?
-Cosa?
- Il confine. Il confine tra vita e abitudine.
Qual è la linea sottile che separa il silenzio dalla musica?
E quanta presenza c’è nell’assenza?
-Non avete risposto alla mia domanda. Ci siete voi in quelle pagine o no?
-La verità Oscar, non è ciò che facciamo o scriviamo.
E’ in quel moto dell’anima che reagisce, che anela, che inizia a pensare e domandare.
Non è dicibile.
-Ma voi avete parlato con la verità, di questo sono certo. Non potete esservi inventata tutta una vita! Ditemi che non l’avete fatto o…o io non saprò più chi siete.
Non saprò più dove trovarvi.
Lady Mary sorride.-Cosa sono?...sono ciò che faccio. Cos’avete tra le mani Oscar?
-Un manoscritto. Sì, va bene, siete una scrittrice. Ma siete anche una donna!
-Infatti, potete leggermi, o vivermi.
Oscar si fa pensieroso, poi, sembra aver capito,deciso.
Le sussurra, quasi timoroso:-Dove vi posso trovare, lady Mary?
-Al confine Oscar.
Sono al confine tra la realtà e la fantasia.
Lady Mary alza appena lo sguardo, poi continua a passare lo smalto sulle unghie delle mani.-Dei fogli Oscar.
-No mia cara, questi non sono semplici fogli, questo è il vostro manoscritto!
Silenzio.
-Ah!
-Come avete potuto?……
-Potuto…cosa, Oscar?
- Parlare così di voi!
Lady Mary sorride, continuando a spostare il capo per stendere un altro velo di rosso sulla mano sinistra.Oscar continua:-Non vi rendete conto vero? Manifesti ovunque in piazza che parlano di voi. Io, che pensavo di avervi tutta per me…mentre voi vi siete mostrata a tutti senza pudore!Tutti conoscono ormai le vostre passioni, i vostri sogni!
La donna sorride.
-E adesso questo…- l’uomo agita per aria il manoscritto- il vostro passato è ormai una piazza in cui può passare chiunque!! Mi viene il voltastomaco!
Senza alzare gli occhi, lady Mary esclama:-Se sentite l’urgenza di vomitare il bagno è in fondo al corridoio, terza porta a destra.
Oscar scuote la testa, poi si siede accanto a lei.-Lo capite che non va bene mostrarsi così??
Lady Mary sorride.
Silenzio.
-Voi, che mi avete di fronte, siete proprio sicuro di vedermi?
E le cose che avete letto, siete proprio certo che mi appartengono?
Siete proprio certo che non siano frammenti di altre vite?....e se io fossi semplicemente una ladra di emozioni e pensieri??
- Adesso non provate a convincermi che è tutto inventato. Ci siete voi in quelle parole, in quelle pagine!!
- E voi? Dove siete voi ,Oscar?
- Io??...io …io sono nella mia vita.
- Aha….- comincia a passare lo smalto sull’altra mano.
-Vi comportate come se non mi credeste. Io pensavo di essere importante per voi!
-Lo siete ,quando ci siete. Io non penso Oscar, io prendo atto.
-Ohh fate così la preziosa a concedere il vostro spazio e poi sorridete a chiunque vi passa accanto. Non sono che uno dei tanti!
Lady Mary si fa seria.-Quello che siete, che volete essere, lo decidete voi Oscar.
-Ditemelo, ditemi se siete voi in quelle pagine!
Silenzio.
La donna lo guarda negli occhi e chiede:
-Dov’è? Voi lo sapete?
-Cosa?
- Il confine. Il confine tra vita e abitudine.
Qual è la linea sottile che separa il silenzio dalla musica?
E quanta presenza c’è nell’assenza?
-Non avete risposto alla mia domanda. Ci siete voi in quelle pagine o no?
-La verità Oscar, non è ciò che facciamo o scriviamo.
E’ in quel moto dell’anima che reagisce, che anela, che inizia a pensare e domandare.
Non è dicibile.
-Ma voi avete parlato con la verità, di questo sono certo. Non potete esservi inventata tutta una vita! Ditemi che non l’avete fatto o…o io non saprò più chi siete.
Non saprò più dove trovarvi.
Lady Mary sorride.-Cosa sono?...sono ciò che faccio. Cos’avete tra le mani Oscar?
-Un manoscritto. Sì, va bene, siete una scrittrice. Ma siete anche una donna!
-Infatti, potete leggermi, o vivermi.
Oscar si fa pensieroso, poi, sembra aver capito,deciso.
Le sussurra, quasi timoroso:-Dove vi posso trovare, lady Mary?
-Al confine Oscar.
Sono al confine tra la realtà e la fantasia.
_LEI.
Io, io vorrei parlare di lei.
Ve lo giuro, se soltanto mi rivolgesse la parola, io parlerei di lei.
Ma lei non c'è. Così, semplicemente. Non c'è.
E io non so dov'è.
Ogni tanto vedo il suo corpo che attraversa la città.
Le case le passano accanto, come fossero trasparenti.
Poi la folla, i bambini, le coppiette, i sacchetti, le biciclette, i clacson, e il cellulare che squilla e lei non lo sente.
Non sente.
Parlano, tutti parlano. Sempre, in continuazione, incessantemente.
Sì, lo so, bastava "sempre", ma basterebbe anche una sola parola, un solo sguardo, e invece di parole te ne piovono addosso centomila.
Sterili e vuote.
Fredde e inutili.
Che vorresti diventare muto per non sentirle, perchè se diventi muto nessuno ti parla più e allora le parole finiscono e così lei.....
ha smesso.
Vivono, tutti vivono.Giorni uguali agli altri. Vivono, mentre il suo corpo, spinto da un richiamo, va alla stazione.
E sta seduta, per ore, su una panchina.
A guardare la vita che scorre. La vita che finisce, la vita che inizia.
C'è sempre un treno da prendere, un posto da raggiungere, un posto da lasciare.
Ma lei adesso è lì, ferma.
A guardare la vita che scorre mentre lei...lei è morta.
E' morta il giorno in cui lo ha ucciso.
Il giorno in cui la vita si è presa gioco di lei strappandole l'anima.
E' una frase già usata, lo so. Ma provate a dirle che il significato è banale e vedrete come vi salta addosso conficcandovi le unghie negli occhi!
Voi non avete visto. E allora tacete!
Non dovete neanche pensare, interpretare, non dovete fare un bel niente, tanto lei non c'è più. Non vi sente. Se n'è andata.
Però forse potrei parlarvi di me.
Di me che uso il suo dolore come scudo.
Di me che, come un avvoltoio, mi fiondo su ogni emozione per poi riporla su carta.
Così la osservo, la leggo infinite volte, per ricordarla,quell'emozione.
Per sapere che almeno io ho vissuto.Per convincermi di averlo fatto.
Per poter riposare sui sogni e poi poterli richiudere in un cassetto, che se il sogno se ne sta lì, io domani lo posso rileggere, mentre la vita...
la vita non la posso scrivere.
C'è sempre un pezzo che non riesci ad afferrare, che ti scivola tra le mani e diventa nulla.
Come quello che mi avvolge ora.
E il nulla è dolce.
Perché non chiede.
Non sente.
Non c'è.
Come lei.
Ve lo giuro, se soltanto mi rivolgesse la parola, io parlerei di lei.
Ma lei non c'è. Così, semplicemente. Non c'è.
E io non so dov'è.
Ogni tanto vedo il suo corpo che attraversa la città.
Le case le passano accanto, come fossero trasparenti.
Poi la folla, i bambini, le coppiette, i sacchetti, le biciclette, i clacson, e il cellulare che squilla e lei non lo sente.
Non sente.
Parlano, tutti parlano. Sempre, in continuazione, incessantemente.
Sì, lo so, bastava "sempre", ma basterebbe anche una sola parola, un solo sguardo, e invece di parole te ne piovono addosso centomila.
Sterili e vuote.
Fredde e inutili.
Che vorresti diventare muto per non sentirle, perchè se diventi muto nessuno ti parla più e allora le parole finiscono e così lei.....
ha smesso.
Vivono, tutti vivono.Giorni uguali agli altri. Vivono, mentre il suo corpo, spinto da un richiamo, va alla stazione.
E sta seduta, per ore, su una panchina.
A guardare la vita che scorre. La vita che finisce, la vita che inizia.
C'è sempre un treno da prendere, un posto da raggiungere, un posto da lasciare.
Ma lei adesso è lì, ferma.
A guardare la vita che scorre mentre lei...lei è morta.
E' morta il giorno in cui lo ha ucciso.
Il giorno in cui la vita si è presa gioco di lei strappandole l'anima.
E' una frase già usata, lo so. Ma provate a dirle che il significato è banale e vedrete come vi salta addosso conficcandovi le unghie negli occhi!
Voi non avete visto. E allora tacete!
Non dovete neanche pensare, interpretare, non dovete fare un bel niente, tanto lei non c'è più. Non vi sente. Se n'è andata.
Però forse potrei parlarvi di me.
Di me che uso il suo dolore come scudo.
Di me che, come un avvoltoio, mi fiondo su ogni emozione per poi riporla su carta.
Così la osservo, la leggo infinite volte, per ricordarla,quell'emozione.
Per sapere che almeno io ho vissuto.Per convincermi di averlo fatto.
Per poter riposare sui sogni e poi poterli richiudere in un cassetto, che se il sogno se ne sta lì, io domani lo posso rileggere, mentre la vita...
la vita non la posso scrivere.
C'è sempre un pezzo che non riesci ad afferrare, che ti scivola tra le mani e diventa nulla.
Come quello che mi avvolge ora.
E il nulla è dolce.
Perché non chiede.
Non sente.
Non c'è.
Come lei.
--A.A.A. DONNA IDEALE CERCASI
Ciao a tutti, mi chiamo Chicco, ma per gli amici Cri!!
Sono alto un metro e ottanta, faccio palestra e guido una porche cupè. Si scrive così no?
Cerco una donna alta, snella e formosa nei punti giusti.
Anche bassina va bene, purché sia snella e formosa, nei punti giusti.
Voglio una donna intelligente e che abbia le sue idee,
anche se non deve contraddirmi davanti agli altri.
Una che ha personalità e sa imporsi, anche se con me è meglio che sia docile e remissiva.
Deve saperci fare sotto le lenzuola ma preferisco che non abbia troppa esperienza perché mi piace essere il primo.
Una bomba sexy insomma, che non ne ha mai abbastanza che però non mi dia l’impressione di essersi fatta tutto l’esercito.
Posso accettare che lagni se da lunedì a sabato vado (rispettivamente) a tennis, in sauna, a cena con la mia ex, all’ apertivo coi colleghi, a trovare mia madre, a farmi una birra con un amico…sì, se lagna la capirei, sono uno comprensivo, purché non mi chieda di rinunciare e non pretenda che mi dedichi a lei la domenica (il mio unico giorno di riposo).
Una donna d’altri tempi insomma, che mi accolga in casa allegra e pimpante anche se si è alzata alle 5.00 del mattino per andare a lavoro e abbia poi fatto la spesa, pulito casa, cucinato e stirato.Che abbia un buon stipendio per dividere per bene le spese (volevate la parità no?) ma che guadagni almeno un pochetto meno di me.
Che capisca che mi interesso a lei e la amo anche se non glielo dico o glielo dimostro mai.
Una che non vuole chiarire ogni discussione, perché se c’è feeling bisogna capirsi al volo!!Poi….vediamo…si…le curve le ho dette..che esco ogni sera l’ho detto, così poi non mi si rimprovera…eh eh, sono stato chiaro subito io… ah si…Adoro le donne dai capelli lunghi, però non mi va di trovare poi capelli sparpagliati nella doccia. Vanno bene anche corti, tanto poi crescono.Hmmmm vediamo….sì, le curve le ho dette, che deve essere una porc…ops, una bomba sexy a letto anche…bah, che devo dire più?? Ah si….Che all’occorrenza sappia essere materna, senza però trattarmi come un bambino.
Ecco, questa è la donna che cerco.Lascio il numero in redazione.
Se a limite non cercate una storia seria va bene anche una notte.
Anche a pagamento.Un bacione a tutte, Crì!!!
Sono alto un metro e ottanta, faccio palestra e guido una porche cupè. Si scrive così no?
Cerco una donna alta, snella e formosa nei punti giusti.
Anche bassina va bene, purché sia snella e formosa, nei punti giusti.
Voglio una donna intelligente e che abbia le sue idee,
anche se non deve contraddirmi davanti agli altri.
Una che ha personalità e sa imporsi, anche se con me è meglio che sia docile e remissiva.
Deve saperci fare sotto le lenzuola ma preferisco che non abbia troppa esperienza perché mi piace essere il primo.
Una bomba sexy insomma, che non ne ha mai abbastanza che però non mi dia l’impressione di essersi fatta tutto l’esercito.
Posso accettare che lagni se da lunedì a sabato vado (rispettivamente) a tennis, in sauna, a cena con la mia ex, all’ apertivo coi colleghi, a trovare mia madre, a farmi una birra con un amico…sì, se lagna la capirei, sono uno comprensivo, purché non mi chieda di rinunciare e non pretenda che mi dedichi a lei la domenica (il mio unico giorno di riposo).
Una donna d’altri tempi insomma, che mi accolga in casa allegra e pimpante anche se si è alzata alle 5.00 del mattino per andare a lavoro e abbia poi fatto la spesa, pulito casa, cucinato e stirato.Che abbia un buon stipendio per dividere per bene le spese (volevate la parità no?) ma che guadagni almeno un pochetto meno di me.
Che capisca che mi interesso a lei e la amo anche se non glielo dico o glielo dimostro mai.
Una che non vuole chiarire ogni discussione, perché se c’è feeling bisogna capirsi al volo!!Poi….vediamo…si…le curve le ho dette..che esco ogni sera l’ho detto, così poi non mi si rimprovera…eh eh, sono stato chiaro subito io… ah si…Adoro le donne dai capelli lunghi, però non mi va di trovare poi capelli sparpagliati nella doccia. Vanno bene anche corti, tanto poi crescono.Hmmmm vediamo….sì, le curve le ho dette, che deve essere una porc…ops, una bomba sexy a letto anche…bah, che devo dire più?? Ah si….Che all’occorrenza sappia essere materna, senza però trattarmi come un bambino.
Ecco, questa è la donna che cerco.Lascio il numero in redazione.
Se a limite non cercate una storia seria va bene anche una notte.
Anche a pagamento.Un bacione a tutte, Crì!!!
---A.A.A UOMO IDEALE CERCASI
Ciao a tutti, mi chiamo Chicca ma per gli amici Cri!!
Sono alta, bionda con le mèche color caffè ( macchiato, per intenderci).
Ho gli occhi azzurri quando vado a lavoro e neri quando esco la sera (che fa più chic). Ma se qualcuno preferisce quelle con gli occhi verdi, marroni, viola, tigrati o zebrati…tranquilli: ho le lentine di riserva!
Porto la quinta di reggiseno, ma solo da vestita.
Non è per vantarmi ma dicono tutti che sono una gran figa, cioè una bella ragazza. Ho un solo difetto (meglio essere onesti subito): ho il labbro di sopra un po’ più sporgente di quello sotto, ma è colpa del dottore e comunque dice che basta una siringata e mette tutto a posto. E’ che non volevo gonfiarmele tutt’e due, ci tengo a essere naturale!
Cerco un uomo alto, intelligente e bello. Anzi, più affascinante che bello, perché la bellezza non conta! Sono una che guarda dentro…( al portafoglio e ai pantaloni…ah ah ah, scheeerzoooo!!!!).
Voglio un rapporto serio, che duri almeno sei mesi, magari sette (sono una romantica..) e voglio una cosa alternativa, tipo un rapporto tradizionale, infatti sono disposta a cucinare e lavare i piatti anche due volte la settimana, e stendere i panni, se è proprio necessario.
A patto che il mio lui rifaccia il letto e stiri anche le cose mie.
Cerco un uomo affidabile e serio, che sappia sorprendermi e farmi divertire.Uno che non è che perché gli dai buca dieci volte pensa che non te ne freghi niente, che sappia corteggiarti insomma e che non ti giudica una poco di buono solo perché gliela dai al primo appuntamento e hai i preservativi di scorta in borsa.
Cerco un uomo che, quando torna a casa dopo una giornata di lavoro, non sia così egoista da non voler ascoltare la mia quarta reincarnazione in epoca medioevale.
Se non s’ interessa delle mie vite precedenti e non riesce a collegare i miei comportamenti con quel che ho dovuto subire 150 anni fa, come fa a capirmi??
So che forse può essere stanco, ma anche andare dall’ipnoterapista e all’acquagym non è roba da poco!
Voglio un uomo che sappia distinguere quando NO significa SI e quando SI significa NO. Ma deve anche rispettarmi quando intendo SI con SI e NO con NO.Che se dico che ho mal di testa deve intuire se ho bisogno di coccole, se sono arrabbiata, o se semplicemente non mi va. Perché se ho davvero mal di testa, mica serve che lo dico a lui, basta un Moment!
Se non riesce ad intuirlo, che si faccia aprire il sesto chakra, per dimostrarmi che almeno ci prova.Voglio un cavaliere all’antica, che mi porti agli hous-party e non tiri tutti i giorni, ma che sia allo stesso tempo moderno e mi lasci i miei spazi.
Noi donne ce lo siamo conquistate questo diritto! E io non rinuncio certo a certe cose, poi,ovvio, se mi da qualcosa in cambio…magari posso evitare di rifarmi le unghie ogni settimana.
Lascio il mio numero di telefono in redazione.
Grazie a tutti quello che mi contatteranno!!!Kiss…vostra Cri!
Sono alta, bionda con le mèche color caffè ( macchiato, per intenderci).
Ho gli occhi azzurri quando vado a lavoro e neri quando esco la sera (che fa più chic). Ma se qualcuno preferisce quelle con gli occhi verdi, marroni, viola, tigrati o zebrati…tranquilli: ho le lentine di riserva!
Porto la quinta di reggiseno, ma solo da vestita.
Non è per vantarmi ma dicono tutti che sono una gran figa, cioè una bella ragazza. Ho un solo difetto (meglio essere onesti subito): ho il labbro di sopra un po’ più sporgente di quello sotto, ma è colpa del dottore e comunque dice che basta una siringata e mette tutto a posto. E’ che non volevo gonfiarmele tutt’e due, ci tengo a essere naturale!
Cerco un uomo alto, intelligente e bello. Anzi, più affascinante che bello, perché la bellezza non conta! Sono una che guarda dentro…( al portafoglio e ai pantaloni…ah ah ah, scheeerzoooo!!!!).
Voglio un rapporto serio, che duri almeno sei mesi, magari sette (sono una romantica..) e voglio una cosa alternativa, tipo un rapporto tradizionale, infatti sono disposta a cucinare e lavare i piatti anche due volte la settimana, e stendere i panni, se è proprio necessario.
A patto che il mio lui rifaccia il letto e stiri anche le cose mie.
Cerco un uomo affidabile e serio, che sappia sorprendermi e farmi divertire.Uno che non è che perché gli dai buca dieci volte pensa che non te ne freghi niente, che sappia corteggiarti insomma e che non ti giudica una poco di buono solo perché gliela dai al primo appuntamento e hai i preservativi di scorta in borsa.
Cerco un uomo che, quando torna a casa dopo una giornata di lavoro, non sia così egoista da non voler ascoltare la mia quarta reincarnazione in epoca medioevale.
Se non s’ interessa delle mie vite precedenti e non riesce a collegare i miei comportamenti con quel che ho dovuto subire 150 anni fa, come fa a capirmi??
So che forse può essere stanco, ma anche andare dall’ipnoterapista e all’acquagym non è roba da poco!
Voglio un uomo che sappia distinguere quando NO significa SI e quando SI significa NO. Ma deve anche rispettarmi quando intendo SI con SI e NO con NO.Che se dico che ho mal di testa deve intuire se ho bisogno di coccole, se sono arrabbiata, o se semplicemente non mi va. Perché se ho davvero mal di testa, mica serve che lo dico a lui, basta un Moment!
Se non riesce ad intuirlo, che si faccia aprire il sesto chakra, per dimostrarmi che almeno ci prova.Voglio un cavaliere all’antica, che mi porti agli hous-party e non tiri tutti i giorni, ma che sia allo stesso tempo moderno e mi lasci i miei spazi.
Noi donne ce lo siamo conquistate questo diritto! E io non rinuncio certo a certe cose, poi,ovvio, se mi da qualcosa in cambio…magari posso evitare di rifarmi le unghie ogni settimana.
Lascio il mio numero di telefono in redazione.
Grazie a tutti quello che mi contatteranno!!!Kiss…vostra Cri!
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