mercoledì 19 novembre 2008

Le ombre di Hamina

L'ingresso buio del tunnel era ad un metro da lei, mostrandole la sua gola buia.
Hamina aveva riflettuto a lungo prima di iniziare quel percorso, non che avesse molta scelta: l'alternativa era la stasi.
Rimanere lì, ferma, inchiodata ai soliti schemi, schiava di ciò che il destino aveva deciso che fosse.
Si addentrò placida nella galleria, un passo dopo l'altro, il capo eretto, le labbra serrate, un solo pensiero: la libertà!
Man mano che entrava il freddo iniziava a ricoprire il suo corpo come un'enorme lama di ghiaccio.
Non riesco a pensare, il mio cuore batte troppo forte, c'è qualcosa quì, c'è qualcosa che non va.
Va bene, vado avanti, anche se questo buio inizia a farmi paura.
Sguardi, sguardi ovunque in questo buio, la mia testa si volta di scatto, destra, sinistra, indietro, dove siete, maledetti, dove siete?
Non ho paura. IO NON HO PAURA.
Vado avanti e questo buio sembra non finire mai.
Sento la terra sotto i miei piedi che diventa morbida, molliccia, Hamina barcolla, ma non cade.
Lacrime di fuoco scolano sul suo viso ma non piange.
HAMINA NON PIANGE.
Sente che stanno per arrivare e, immobile, porge l'orecchio al buio.
Chiude gli occhi.
Una nube densa si avvicina a lei, mille particelle granulose e invisibili la attraversano.
Ricomincio a camminare e un coro di lamenti accompagna i miei passi.
Paure e pianti sono come filamenti che si diramano dalle pareti cercando di afferrarmi le braccia, le gambe, la testa, ma Hamina va avanti e strappa quei filamenti per proseguire il suo percorso.
"Io sono sola, mi senti buio? IO SONO SOLA! Non imploro pietà, non a te."
Hamina cade sulle ginocchia, lo sgomento ha preso il sopravvento e si lascia schiaffeggiare dalle sue stesse ombre: orgoglio, vendetta, superbia, vanità.
Le ombre ridono e diventano sagome giganti e Hamina si rialza e attraversa questi giganti impuri.
" Tu, d'ora innanzi, non mi starai più davanti!"
E la paura si sposta affiancandosi alla sua sinistra.
Non so se il peggio è superato.
So che sono tentata a fermarmi e affondare.
Lentamente.
Dolcemente
.
Scivolare nel sonno e lasciarmi morire

Corri Hamina, corri!
Il nemico vuole portarti alla resa!
Corri Hamina, non ascoltare, NON ASCOLTARE!
Altri mostri compariranno dai bassifondi dell'anima, dal pozzo nero dei ricordi, ma tu non devi temerli, li hai già affrontati a suo tempo, ora devi solo lasciarli andare.
Lasciarli andare.
Scalpiteranno e si ribelleranno con un ultimo grido intimidatorio perché a lungo hanno abitato in te ma non credere che ciò che vedi sia reale!
Uccidi il pensiero Hamina e coltiva la vita!
Semina azioni, e nutriti di luce!
Dietro ogni silenzio si nasconde un barlume di speranza perché l'assenza di parole purifica.

No, questo no: dall'oscurità emerge una piccola luce ma il centro di questa luce è uno specchio e mi guarda.
Un volto che mi somiglia allunga la mano e mi invita ad entrare.
Incrocio le braccia e mi rifiuto.
"NO!
Non ci entro lì dentro."
Allora le immagini iniziano a comparire, e Hamina partecipa, piangendo, alla verità che le compare davanti.

Fine prima parte?

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