Un giorno.
Mi chiedi di scrivere.
Di ricordare un giorno della mia vita e descriverlo. Per te.
Credi davvero che io ne sia capace? Credi davvero che io sia capace di riportare in vita anche un solo giorno della mia esistenza? Con i suoi colori, i suoi sapori, i suoi odori, le sue immagini, le sue sensazioni?
Il mio osservatore interno ne avrà conservato la memoria? E perché poi?
Forse è un osservatore saggio, che mette in cantina le sensazioni spiacevoli, e poi, a tua insaputa, le brucia.
Come foglie secche, come tronchi d'alberi che potrebbero marcire se conservati.
Meglio farne fuoco, il fuoco scalda. Disinfetta. Distrugge.Non c'è più.
Rimane la cenere certo…ma basta un soffio, un piccolissimo soffio per disperderla. Nel vento. Nel tempo.
Per non poterla mai più ritrovare, riconoscere.
Sai, qualche foto ancora c'è, a testimonianza che in quei giorni io c'ero.
In quegli anni, in quella vita, si proprio quella vita lì, mi apparteneva.
Ed io credevo di appartenere a lei. Rido.
Ma se fosse stata mia, non pensi che oggi conserverei più di una foto ingiallita e…e?
Boh, sto cercando delle parole, sto cercando di formularle bene…rido. Che sciocca.
Beh certo, qualche flash ce l'ho. Ma si accavallano. Sono brevi istanti, ora di gioia, ora di pianto, ora di attesa, passano veloci nello schermo della mia memoria ed io non riesco a catturarli, non riesco a fermarli. O più semplicemente non voglio fermarli.
Posso parlarti di oggi.Stamane mi sono svegliata presto, alle 4.30 del mattino. Non ricordo cos'ho sognato ma il piumino era così caldo e morbido che era un vero peccato abbandonarlo così presto, sciupare altre tre ore di oblio prima dell'inizio della giornata. E' appropriato il termine "oblio"? Non so, ma mi piace usarlo. Metterlo proprio lì.
No, non voglio parlare neanche di oggi. Ma di un momento. Il momento in cui gli ho detto "si". Qualcuno ha bussato alla mia porta e io ho deciso di aprire.
Ho precisato che si sarebbe trattato soltanto di qualche minuto, il tempo di un saluto.
Ma so che quando varcherà quella soglia, entrerà nella mia vita.
E so che passati quei momenti, che diventeranno mesi, avrò altri tronchi da bruciare.
Altra cenere da spargere sui giorni dell'oblio.
Mi chiedi di scrivere.
Di ricordare un giorno della mia vita e descriverlo. Per te.
Credi davvero che io ne sia capace? Credi davvero che io sia capace di riportare in vita anche un solo giorno della mia esistenza? Con i suoi colori, i suoi sapori, i suoi odori, le sue immagini, le sue sensazioni?
Il mio osservatore interno ne avrà conservato la memoria? E perché poi?
Forse è un osservatore saggio, che mette in cantina le sensazioni spiacevoli, e poi, a tua insaputa, le brucia.
Come foglie secche, come tronchi d'alberi che potrebbero marcire se conservati.
Meglio farne fuoco, il fuoco scalda. Disinfetta. Distrugge.Non c'è più.
Rimane la cenere certo…ma basta un soffio, un piccolissimo soffio per disperderla. Nel vento. Nel tempo.
Per non poterla mai più ritrovare, riconoscere.
Sai, qualche foto ancora c'è, a testimonianza che in quei giorni io c'ero.
In quegli anni, in quella vita, si proprio quella vita lì, mi apparteneva.
Ed io credevo di appartenere a lei. Rido.
Ma se fosse stata mia, non pensi che oggi conserverei più di una foto ingiallita e…e?
Boh, sto cercando delle parole, sto cercando di formularle bene…rido. Che sciocca.
Beh certo, qualche flash ce l'ho. Ma si accavallano. Sono brevi istanti, ora di gioia, ora di pianto, ora di attesa, passano veloci nello schermo della mia memoria ed io non riesco a catturarli, non riesco a fermarli. O più semplicemente non voglio fermarli.
Posso parlarti di oggi.Stamane mi sono svegliata presto, alle 4.30 del mattino. Non ricordo cos'ho sognato ma il piumino era così caldo e morbido che era un vero peccato abbandonarlo così presto, sciupare altre tre ore di oblio prima dell'inizio della giornata. E' appropriato il termine "oblio"? Non so, ma mi piace usarlo. Metterlo proprio lì.
No, non voglio parlare neanche di oggi. Ma di un momento. Il momento in cui gli ho detto "si". Qualcuno ha bussato alla mia porta e io ho deciso di aprire.
Ho precisato che si sarebbe trattato soltanto di qualche minuto, il tempo di un saluto.
Ma so che quando varcherà quella soglia, entrerà nella mia vita.
E so che passati quei momenti, che diventeranno mesi, avrò altri tronchi da bruciare.
Altra cenere da spargere sui giorni dell'oblio.
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